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Jack TramielDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.(EN)«We need to build computers for the masses, not the classes.»
(IT)«Dobbiamo costruire computer per le masse, non per le classi.»
(Jack Tramiel[1])Jack TramielJack Tramiel(Łódź,13 dicembre1928–Monte Sereno,8 aprile2012) è stato che ha fondato nel1955laCommodore, produttrice di molti famosihome computerquali ilVIC-20, ilCommodore 64e la famiglia di computerAmiga.
Nel1984, costretto alle dimissioni dal consiglio di amministrazione della società da lui fondata, avvia la Tramel Technologies che acquista nello stesso anno la divisione home computer diAtaridaWarner Communications.
Indice[nascondi]Figlio diebreipolacchi, nacque nel1928aŁódź(Polonia) comeIdek Tramielski, comeJacek Trzmielsecondo altri.[2]La data di nascita è incerta: alcune fonti riportano essere il 13 dicembre1928[2]mentre in un'intervista rilasciata alla rivista tedescaData Weltnel 1986 lo stesso Tramiel afferma di essere nato nel mese di settembre di quell'anno.[3]Dopo l'invasione nazista della Polonia (1939), Tramiel si trovò a vivere la difficile esperienza deibambini dell'Olocausto. La sua famiglia fu costretta con la forza a trasferirsi nelghettodi Łódź, dove lui lavorò in una fabbrica di pantaloni. Nel1944la sua famiglia fu mandata nel campo di concentramento diAuschwitz. Fu esaminato dal dottorJosef Mengelee scelto per una squadra di lavoro, dopodiché lui e suo padre furono mandati al campo di lavoro Alum vicino adHannover, mentre sua madre restò ad Auschwitz. Suo padre morì di stenti nel campo di lavoro come molti altri, anche se Tramiel in seguito scoprì che fu ucciso con un'iniezione di gasolio. Tramiel fu salvato nell'aprile del1945dagli americani.[4]
Lo spostamento in America[modifica|modifica wikitesto]Tramiel rimase 2 anni in Germania, curandosi e lavorando in una cucina delle truppe americane poi, nel novembre del1947, Tramiel emigrò negliStati Unitidopo essersi unito in matrimonio con Helen Goldgrub, una ragazza che aveva conosciuto durante il periodo di prigionia e che lo seguì in America un po' di tempo dopo. Agli inizi del1948si arruolò nell'esercito americano: contemporaneamente seguì un corso diIBMdove imparò a riparare strumenti da ufficio, come le macchine da scrivere.[3]Circa quattro anni dopo lasciò l'esercito e si riunì con la moglie che lo aveva nel frattempo raggiunto. Per mantenere la famiglia entrò a lavorare come dipendente in un negozio che riparava macchine da scrivere ma la paga percepita non era molto alta perciò arrotondava facendo il tassista.[3]Nel1953comprò con un amico conosciuto durante il periodo trascorso nell'esercito un negozio di riparazioni di macchine da scrivere nelBronx, chiamato "Singer Trypewriters".[3]Tramiel capì che avrebbe potuto fare più soldi vendendo macchine nuove piuttosto che limitarsi alla riparazione e vendita di quelle usate, perciò iniziò ad importare macchine da scrivere dall'Europa, come le Adler, le Olympia o le italiane Everest.[5][6]
Fondazione della Commodore[modifica|modifica wikitesto]Nel1955decise di trasferirsi inCanadaper avere l'esclusiva delle Everest per il Nord-America. Fondò una società che chiamòCommodore Portable Typewriter Company. Scelse "commodore" vedendo unaOpel Commodorenel traffico: il nome gli piacque perché aveva affinità con il mondo militare che aveva frequentato anni prima (in inglesecommodoresignifica "commodoro") e non poteva scegliere altri gradi elevati dell'esercito, comeammiraglioogenerale, perché erano già stati presi da altre compagnie. A Toronto conobbe anche l'agente delle Everest, Erik Markus, unberlinesefiglio di Willi Feiler, che produceva lecalcolatrici meccanicheFeiler, fabbrica che successivamente acquistò. Grazie alle conoscenze di Markus, Tramiel poté stringere contatti con un produttorececoslovaccodi macchine da scrivere da importare e rivendere a prezzi contenuti. Il Canada aveva però in quel periodo delle leggi che favorivano la produzione sul suolo nazionale: Tramiel si accordò quindi con il produttore per la fornitura dei singoli componenti, che assemblava in macchine finite sul suolo canadese. Gli affari andavano bene e Tramiel decise di allargare la società. Per portare nuovi fondi scelse un finanziatore di nome C. Powell Morgan, capo dellaAtlantic Acceptance Company. Nel1962decise di quotare in borsa la Commodore per recuperare i soldi da restituire al finanziatore: le azioni furono collocate a 2,50 dollari l'una. Nel1965la Atlantic fallì e Morgan fu accusato dal Governo Canadese di frode finanziaria, uso illecito disocietà di comodoe valori gonfiati di azioni. Tramiel fu sospettato di complicità ma non fu mai incriminato per tali reati.[4]
Per salvare l'azienda, Tramiel decise nel1966di cedere il 17% della Commodore a un nuovo investitore,Irving Gould. L'operazione portò nelle casse della società 400.000 dollari.[7]
Alla fine deglianni sessantai giapponesi cominciarono a costruire calcolatrici meccaniche a basso costo, portando via fette di mercato alla Commodore. Gould convinse Tramiel ad un viaggio direttamente in Giappone per scoprire il modo di competere con loro ma, durante la sua visita, vide che i costruttori asiatici stavano spostando il proprio interesse verso le calcolatrici elettroniche e che, quindi, le calcolatrici meccaniche avevano ormai fatto il loro tempo.[8]
Le calcolatrici elettroniche[modifica|modifica wikitesto]Al rientro dal viaggio in Giappone, Tramiel decise di iniziare a lavorare anch'egli sulle calcolatrici elettroniche ed agli inizi deglianni settantala Commodore diventò un grande produttore di calcolatrici basate suichipdiTexas Instruments. Nel1975anche Texas Instruments entrò nel mercato delle calcolatrici a basso prezzo, tagliando fuori molti concorrenti, compresa la società di Tramiel, che vide precipitare i suoi utili passando dai 60 milioni di dollari dei precedenti anni ai 5 milioni di perdita di quell'anno.[7]
Essendo essenzialmente un assemblatore, la Commodore non poteva competere con i prezzi praticati da chi, come la Texas Instruments, produceva in proprio buona parte dei componenti delle calcolatrici. Aprì una filiale nellaSilicon Valley, dove erano presenti le sedi di molti fabbricanti di componenti elettronici, e si mise quindi alla ricerca di un produttore di chip, grazie anche alla nuova iniezione di fondi di Gould, che versò nelle casse della Commodore 3 milioni di dollari. La scelta ricadde suMOS Technology, una piccola compagnia dellaPennsylvaniache versava in problemi finanziari. MOS fu acquistata nell'ottobre del1976per 800.000 dollari, diventando parte della Commodore. Furono acquistate anche laFrontier, un produttore di chipCMOSdi Los Angeles, eMDSA, un produttore di displayLCD.[7][8]
Gli home computer[modifica|modifica wikitesto]Uno degli ingegneri impiegati alla MOS eraChuck Peddle, l'uomo che aveva progettato il chip6502. Peddle convinse Tramiel che le calcolatrici erano prodotti che avevano fatto il loro tempo e che i computer avrebbero preso il loro posto. MOS Technology aveva infatti prodotto l'anno precedente ilMOS KIM-1, essenzialmente una scheda madre di test per aiutare gli sviluppatori che utilizzavano il MOS 6502. Questo prototipo di computer, venduto a 245 dollari, aveva però riscosso un successo superiore alle aspettative, venendo comprato anche da semplici amatori.[4]
Tramiel vide le potenzialità di questo nuovo mercato e dette il via libera a Peddle per la realizzazione di unhome computerderivante dal KIM-1. Peddle studiò quindi una macchina basata su quel prototipo, a cui aggiunse un chip video per la visualizzazione dei dati sumonitor, 4 KB diRAM, un interpreteBASICdellaMicrosoft, ed assemblò il tutto in uncaseche includeva lo stesso monitor, unatastieraed unregistratore a cassette. Per terminarne lo sviluppo Tramiel lanciò una campagna pubblicitaria di prevendita su diverse riviste in cui il computer era venduto a 599 dollari, spedito entro 6 settimane. La raccoltà portò nelle casse della società circa 3 milioni di dollari, con i quali fu portato a termine ilCommodore PET.[4]Il PET fu presentato a gennaio del1977nella catena di negoziRadio Shack, nella previsione che fosse venduto anche lì, e poi alle successive fiereWest Coast Computer FaireeChicago Consumer Electronics Showed anche all'HanoverFairinGermania. In quell'anno furono presentati anche altri home computer quali l'Apple IIe ilTRS-80, ma la Commodore ebbe il considerevole vantaggio di riuscire a distribuire il PET a livello mondiale nel giro di pochi mesi.[4]Il PET fu un successo soprattutto in ambito didattico grazie al fatto che incorporava tutto il necessario per funzionare: una tastiera per immettere i dati, un monitor per vedere i risultati, un registratore per salvare i programmi.[9]
Ma mentre i prezzi calavano i clienti si accorsero che il monitor monocromatico del PET (testo verde su sfondo nero) non era il massimo visti anche i colori disponibili sulle offerte dalla concorrenza, come l'Apple II o l'Atari 800, che potevano addirittura essere collegati ad un comune televisore come sostituto economico di un monitor dedicato. La Commodore rispose nel1980presentando ilCommodore VIC-20, un computer dotato di un nuovo chip grafico con un supporto elementare ai colori che ebbe un grande successo.[8]Nel1982nacque ilCommodore 64, il computer più diffuso di tutti i tempi, con 30 milioni di unità vendute. Nel1984i ricavi delle sue vendite superarono il miliardo di dollari.[7]
Fu durante quel periodo d'oro per la Commodore che Tramiel coniò la sua famosa frase"Dobbiamo costruire computer per le masse, non per le classi".[1]Nel mercato dei computer c'era anche la Texas Instruments con il suoTI99. Tramiel intraprese una guerra dei prezzi per estrometterli dal mercato: il C64 scese di prezzo da 595 a 199 dollari. I profitti calarono per tutti, con il risultato che i grossi produttori lasciarono il mercato mentre molti dei piccoli fallirono completamente.[4]
L'uscita da Commodore e l'epoca dell'Atari[modifica|modifica wikitesto]Anche la Commodore fu vittima della crisi che aveva essa stessa generata: gli attriti fra Gould e Tramiel portarono quest'ultimo a lasciare la società il 13 gennaio1984, ufficialmente per motivi personali, e a fondare una propria società, laTramel Technology, Ltd., con l'intento di rimanere nel mercato dei computer. La società fu chiamata Tramel per evitare che il nome della sua società fosse letto male così come veniva fatto del suo nome (in ingleseTra-mealinvece cheTra-miel). Il 3 luglio di quell'anno Tramiel usò le proprie risorse personali per acquistare daWarner CommunicationslaAtari, a esclusione della divisione dei videogiochi, che diventòAtari Games. Atari, una volta il "figliol prodigio" dellaSilicon Valley, fu una delle vittime illustri del grandefallimento dei videogiochi del 1983. Tramiel tentò di trasformare Atari nella 'nuova Commodore', e decise come quasi tutte le società di ignorare il mercato dei videogiochi: ciò si rivelò alla lunga un errore dato che da lì a poco quel settore rifiorì, grazie anche all'arrivo delNintendo Entertainment Systemsul mercato statunitense.
Tramiel si interessò anche adAmiga Inc., una piccola società che stava sviluppando il prototipo di un nuovo computer. Atari, quando ancora era controllata dalla Warner, aveva prestato 1 milione di dollari ad Amiga Inc., che aveva bisogno di fondi per continuare lo sviluppo del proprio sistema, nella speranza di poter avere un contratto di esclusiva per la commercializzazione del nuovo hardware. Prima dello scadere del periodo entro il quale il prestito doveva essere restituito, Tramiel intuì che Amiga Inc. non avrebbe potuto rispettare la scadenza, e decise di offrire 98 centesimi di dollaro per azione per acquisire l'azienda. Questa offerta fece infuriare i vertici di Amiga Inc., che contattarono la Commodore per cercare di ottenere qualcosa di più. A due giorni dalla scadenza del prestito la Commodore trattò con Amiga Inc. per 4,25 dollari ad azione più un prestito di 1 milione di dollari per permettere alla società di restituire i fondi ad Atari, il tutto con la promessa che la Commodore avrebbe poi rilevato Amiga Inc.[7]
Tramiel, perso il progetto Amiga, decise di terminare lo sviluppo del nuovo computer a cui gli ingegneri Atari stavano già lavorando prima del passaggio alla Tramel, che fu presentato nel1985comeAtari ST. Il suo principale concorrente era ovviamente il CommodoreAmiga.
Anche se riscosse un discreto successo, venendo commercializzata fino al1993, la linea ST fu poi sostituita con una composta da computerIBM PCcompatibili. Molti credono cheTOS, il sistema operativo dell'Atari, stia perTramiel Operating System; l'acronimo significa inveceThe Operating System.
Alla fine deglianni ottantaTramiel cedette la poltrona di presidenza di Atari a suo figlio Sam ma questi, nel1995, ebbe un attacco di cuore e Tramiel fu costretto a tornare al timone della società. Nel1996Tramiel decise di vendere la società al costruttore di dischiJT Storage, nel cui consiglio di amministrazione confluì più tardi lo stesso Tramiel. Ma la nuova società non versava in buone acque e nel1998fu costretta a vendere adHasbro Interactivela proprietà intellettuale di Atari per 5 milioni di dollari. Questa cifra, seppur notevole, non servì a salvare la JT Storage dalla bancarotta: nel1999la società fallì definitivamente.
Ritiratosi a vita privata presso la sua abitazione a Monte Sereno,California, Jack Tramiel morì a 83 anni domenica 8 aprile2012presso lo Stanford Hospital diPalo Alto,California, per una crisi cardiaca.[10][11]

1986 1993 ATARI * *** ACTION SIGNED TRAMIEL FOUNDER OF THE COMMODORE *9
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1986 1993 ATARI * *** ACTION SIGNED TRAMIEL FOUNDER OF THE COMMODORE * 6
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1986 1993 ATARI * *** ACTION SIGNED TRAMIEL FOUNDER OF THE COMMODORE *8
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